Botti Arreda dal 1948

Botti Arreda fondato nel 1963 da Giacomo Botti, è diventato nei decenni il punto di riferimento per Brescia e provincia, grazie ad una continua ricerca e selezione dei nuovi trend stilistici senza dimenticare il valore delle proprie radici classiche.

Fin dalle origini la missione di Giacomo Botti è cercare, progettare e vendere mobili di forte cultura artigianale prediligendo i mobili in vero legno ad alto valore estetico: una scelta di qualità che dopo tanti decenni distingue e caratterizza Botti Arreda.
Il passaparola della clientela soddisfatta sono motore potente più di qualsiasi strategia pubblicitaria e consentono a Botti Arreda una costante crescita:

  • • 1963 apertura del primo negozio di arredamento in via Cremona a Brescia in concomitanza dei negozi “la Cicogna” di articoli e abbigliamento per l’infanzia e la “Ma Boutique” di alta moda femminile in corso Magenta, rispettivamente ai civici 32 e 18.
  • • 1965 raddoppio della superfice espositiva in via Cremona.
  • • 1970 apertura del nuovo negozio di 500mq a Rezzato sulla statale 11.
  • • 1973 raddoppio della superfice a Rezzato.
  • • 1978 ulteriore ampliamento a 2.000 mq del negozio di Rezzato, già diventato un riferimento per i Bresciani in cerca di mobili.
  • • 1981 apertura del negozio esposizione in centro storico a Brescia via Mazzini.
  • • 1996 inaugurazione della nuova grande esposizione a Rezzato caratterizzata dalla torre in pietra e cristallo.


All’ingresso del negozio da sempre campeggia una massima pronunciata nel 1960 dallo statista Luigi Einaudi molto amata da Giacomo Botti, che qui, riportiamo volentieri:

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi”.



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